venerdì 15 ottobre 2010

PREPARATIVI PER IL VIAGGIO APOSTOLICO A BARCELLONA


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Monsignor Guido Marini, maestro delle cerimonie del Santo Padre ha visitato Barcellona in questi giorni per finalizzare i dettagli della cerimonia della dedicazione del tempio Sacra Famiglia , Domenica 7 novembre.


Mons. Marini, accompagnato dal Cardinale Lluís Martínez Sistach, ha visitato il tempio della Sacra Famiglia e il Centro sociale "Nen Deu." Hanno anche stabilito gli ultimi dettagli del libretto da dare ai fedeli che parteciperanno all'evento sia all'interno che all'esterno del Tempio dove avranno posti a sedere e schermi giganti per seguire la cerimonia. Dobbiamo ricordare che per accedere a questo spazio sarà necessario presentare l'invito. Le persone potranno vedere il Santo Padre per tutto il tour proseguirà in "papamobile" per queste strade: Av. Cattedrale , Via Laietana, Pau Claris, Marina Diputació su e giù per questa strada fino alla Sagrada Familia.
In questa cerimonia, il Santo Padre utilizzerà il catalano, il castigliano e il latino.  
Barcellona, 13 ottobre 2010

N.B. Traduzione nostra.

3 commenti:

  1. In generale, mi auguro che mons. Guido recuperi un tenore più decisamente tradizionale nella foggia dei paramenti liturgici usati da Benedetto XVI, sia durante le uscite fuori dal Vaticano (in Italia e all'estero), sia durante le celebrazioni liturgiche in S. Pietro e a Roma. Infatti, ho notato che, ultimamente, il Santo Padre non veste parati particolarmente belli e legati alla tradizione. Anche oggi, per la cerimonia di chiusura del sinodo dei vescovi orientali, ha indossato una casula verde molto modesta, anzi, ipermoderna. Anche durante le ultime canonizzazioni sono rimasto molto deluso dalle vesti usate dal Pontefice. Ricordo che, appena divenuto cerimoniere pontificio dopo il tristissimo periodo bugniniano di Piero Marini, mons. Guido aveva finalmente rispolverato bellissime mitrie, stupendi piviali, casule e pianete usati da molti suoi venerabili predecessori. Oggi, purtroppo, molto meno. E non capisco perchè. La filosofia della continuità nella Tradizione della Chiesa dove è finita?

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  2. Staremo a vedere come mons. Guido deciderà di vestire il Santo Padre in occasione del concistoro del prossimo mese, un evento straordinario che non avviene tutti gli anni. Personalmente, ho un bellissimo ricordo del concistoro del 2007, quando Papa Benedetto XVI indossò una mitria e un piviale molto belli e classici, appartenuti, se non ricordo male, a Benedetto XV e che riscontrarono immediatamente grandissimo successo ed approvazione nell'opinione pubblica e nella stampa.
    Inoltre, mi auguro affinchè anche in occasione delle Sante Messe in S. Pietro e durante le benedizioni Urbi et Orbi di Pasqua e Natale il Papa torni ad utilizzare i piviali, paramento solenne, dignitoso e anche autorevole, come fece, ad esempio, durante il Natale del 2007 e la Pasqua del 2008.
    Personalmente, e spero di non essere giudicato passatista o nostalgico, non vedrei nulla di male se, esclusivamente in situazioni particolarmente solenni e significative come le benedizioni Urbi et Orbi, il Pontefice decidesse di indossare la tiara in luogo della mitria. In fin dei conti non occorrerebbe acquistarne una di nuova, basterebbe tirar fuori dalle sacrestie quelle già usate dai predecessori. Sono arciconvinto che l'approvazione e l'entusiasmo dei fedeli sarebbero di gran lunga superiori a poche eventuali polemiche o perplessità.
    Sinceramente non ci vedrei assolutamente nulla di male. Stesso discorso anche per l'eventuale utilizzo della sedia gestatoria (usata anche dal Papa "del sorriso", Albino Luciani) per l'ingresso e l'uscita in Basilica di S. Pietro durante la processione iniziale e finale delle celebrazioni più solenni: il Papa sarebbe ben visto da tutti senza costringere i fedeli a salire in piedi sulle sedie (magari per scivolare e farsi male)e sarebbe ancor più protetto da eventuali e sempre possibili aggressioni.

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  3. Liturgia "culmen et fons"2 novembre 2010 08:12

    Mons. Guido Marini sa gestire le celebrazioni con grande equilibro. Non è facile armonizzare il nuovo con l'antico e viceversa... Ma è proprio a questo equilibrio che ci chiama il Vangelo e la Tradizione della Chiesa: "nova et vetera"!

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